martedì, 06 maggio 2008



     BARCELONA




Portierilli:


Albert JORQUERA

Soprannominato PORQUERA dai compagni di squadra per la sua insana passione di scannare cinghiali in spogliatoio, il quasi trentenne portiere blaugrana ha tutte le caratteristiche del malato di mente: sguardo strabico allucinato, con gli occhi che si mandano affanculo l' un l' altro, fronte ampia, pettinatura a cuneo completamente asimmetrica, orecchie paraboliche. Potrebbe essere il nuovo acquisto del Milan: di fianco a KALAC non sfigurerebbe affatto.









Oier OLAZABAL

Beh, che dire? Non vorreste vederlo come marito per le vostre figlie? Il quadro d' insieme ricorda Beirut subito dopo il bombardamento. Inquietanti le sopracciglia diverse, come se fossero appartenute a due persone distinte e gliele avessero sistemate lì a cazzotti. Lo sguardo sveglio, però, denota una brillante intelligenza: pensate, il buon Oier sa contare fino a 13 in meno di 7 minuti.










Difensorilli:


Gabriel MILITO

Lo voleva mezza Europa, chissà poi perché. Detto il MILITO IGNOTO poiché non è stata accertata tutt'ora l'effettiva paternità del calciatore, o anche il MITILE IGNOBILE a causa dell' alevamento di cozze che prolifera sotto le sue ascelle. Si è appena devastato un ginocchio e dovrà stare fuori sei mesi: noi dello staff di faccedamondiale® gli porgiamo i migliori auguri di pronta guarigione, anche perché sennò col cazzo che a Barcellona faranno la paella ai frutti di mare.







Carles PUYOL


Eccolo qui, il gemello strafatto di SLASH dei Guns 'n' Roses














EDMILSON

Lui ha conquistato sua moglie con un sorriso. Poi l' ha tramortita con una badilata ed ha abusato di lei, ma questa è un' altra storia. I suoi denti sono usati dal giardiniere per scavare i buchi per i pali delle porte del Camp Nou ed è per questo motivo che EDMILSON è considerato l' elemento insostituibile della compagine catalana.










Eric ABIDAL

Simpatico come un calcio nei coglioni, il gioviale Eric è talmente amato da tutti i suoi compagni che loro, per ridere un sacco, a turno gli trombano la moglie. Nella foto si può vedere ABIDAL che comincia a sospettare qualcosa.











Oleguer PRESAS

Basta la faccia per terrorizzare gli attaccanti avversari. Accattivante il sorriso, quasi come quello di EDMILSON. Con questi baluastri, la difesa blaugrana è al sicuro.














Centrocampistilli:


Andrés INIESTA

Autentico bombardiere di centrocampo, come dimostra la foto: ha appena sganciato una bomba fetentissima e cerca di simulare indifferenza, guardando con un occhio il fotografo, con l' altro occhio il muro in parte, e sforzandosi in un sorriso falso come una moneta da 4 euro. Prima di morire soffocato, l' eroico fotografo ha avuto il tempo di dire: "Mètete in puèsa, adelànte, cabròn..." e il risultato è questo qui.








DECO

L' uomo con gli occhi più distanti tra di loro. Sarà per questo che il buon DECO spara degli assist al bacio, soprattutto per i fotografi a bordocampo. I capelli non sono suoi: è un sottile strato di lana di roccia che gli è stato trapiantato quando militava ancora nel Porto. E' per questo che ogni volta che colpisce il pallone di testa emana quella caratteristica scia di scintille col rispettivo odore di gallina bruciata, caratteristica questa che gli vale il soprannome di DECOTTO.







Yaya TOURE'

Fratello di Kolo TOURE' che gioca nell' Arsenal e di altri 12 fratelli: KOKA, MUKA, KAKA, LILO, MELO, PALO, YOYO, KULO, FILO, PELO, MULO e BRUNO.
E' ghiottissimo di limoni, come si può facilmente intuire dalla foto. Non si sa perché abbia le orecchie smangiucchiate: resta un mistero studiato dai maggiori ufologi, come i cerchi nel grano e i capelli di Schifani.









Attaccantilli:


RONALDINHO

Guardatelo, che spettacolo. Questo qui vale 50 milioni di euro. Guadagna uno sproposito e non ha neanche il tempo di andare da un dentista. La fascetta sui capelli è ormai parte integrante della crapa di RONALDINHO, che non se la tira via ormai da 5 anni. Belle le spalle ad appendiabiti, utili per tenere in forma le divise sociali durante le trasferte in pullman.









Therry HENRY

Quando ha fatto la foto era sfatto e ubriaco come un macaco. Oppure il fotografo è un tipo divertentissimo, fate un po' voi.














Giovani DOS SANTOS

Nipotino di PREDATOR


Ha 11 anni ed è già un fenomeno coi Lego.




Santiago EZQUERRO

Candidato per il premio "Lemure d'oro 2008", questo pastore pirenaico è stato nominato come tutor per i giovani virgulti dell' attacco barcellonese. In meno di 4 anni riusciranno ad avere lo stesso sguardo, garantito.












Bojan KRKIC

Sprizza simpatia già al primo sguardo, questo imberbe maialetto avvezzo a grufolare negli spogliatoi del Camp Nou. Strano che sia continuamente massacrato a furia di gomitate dai rocciosi difensori avversari. Il fatto però che ripeta in continuazione agli avversari : "Lo sai che il mio papà è ricco da fare schifo e può cagarti in testa quando vuole?" non depone di certo a suo favore.






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categoria:champions league, semifinali
martedì, 22 aprile 2008
Chelsea:

Carlo Cudicini

Figlio del "Ragno Nero", portiere negli anni '60, Carletto ha pensato bene di rubare qualche stipendio qua e là puntando nel frattempo qualche bella figa. Infortunatosi mentre provava la passerella finale del Grande Fratello 8 con la Marcuzzi, purtroppo non potrà essere della partita, ma l'aria da macho tenebroso che mostra in questa foto già lo proietta verso una sicura carriera nel mondo dello spettacolo.




Ricardo Carvalho

Per i compagni di squadra lui  è l'uomo chiamato Carvalho, tanto è vero che gli ficcano dei ganci nel petto, come quelli del famoso film (cit.).

 







Paulo Ferreira

Prelevato direttamente dal set di una soap portoghese degli anni '40, si è stabilito a Londra già durante i bombardamenti. Ferreira incarna la proverbiale tristezza portoghese, e il fatto che sia amante del baccalà, uno dei piatti portoghesi più famosi, non depone a suo favore a livello di odori dello spogliatoio.




Wayne Bridge

Qua si vede che siamo alle semifinali di Champions, perchè il livello di zozzeria sale già dai primi nomi. Bridge è un patronimico che indica il ponte genetico, appunto, fra un serial killer e uno scuoiacaproni, professione che suo padre esercitava con onore nelle Highlands. Il  suo colorito rosaceo deriva dalla continua assunzione di Scotch, durante le partite serbato in comode bottiglie di Gatorade.



John Terry

Allegro come non mai, è arrivato davanti all'obiettivo del fotografo dopo una bevuta al pub con i compagni Alex e Cole. Anche i capelli hanno un suo perchè: al barbiere  si era inceppata la macchinetta e ha usato un tosaerba. A questo è dovuta la differenza tra le varie ciocche.







Alex

Eccolo qua il compagnetto  di Terry. Solo che questo qui ha passato la fase dell'euforia e ha raggiunto la pace dei sensi, come si può notare dall'espressione beata sul suo volto. Sotto di lui c'è la sua prossima vittima.










Tal Ben Haim

Vessato da Alex e Terry che lo usano come asse da stiro in luogo della sua conformazione cranica questo ragazzo dalla testa a 8 soffre di un problema gravissimo: come si può notare dal suo nome di battesimo, è il testimonial della celebre ditta Tal, che come regalo gli recapita dei graziosi tubi d'acciaio che i compagni gli mettono da tutte le parti, fino ad accentuare le sue lievi imperfezioni fisiche.




Michael Ballack

Uno dei motivi per i quali le donne tedesche vengono in Romagna e trombano come ossesse. Qui nella sua occupazione principale di quando sta in campo, reprimere uno stronzo.






Joe Cole

Questo dalla bevuta con Terry e Alex non si è più ripreso. Abituato a vivere al buio, di fronte alla luce del sole non riesce neanche ad aprire gli occhi. L'espressione conferma ancora di più che siamo di fronte al Dracula di Londra.











John Obi Mikel

John dal barbiere di Terry non ci è mai arrivato. Oltretutto è sul punto di piangere, essendo stato strappato dalle braccia della sua famiglia in tenera età per essere portato in Inghilterra. Anche qui, come per Ben Haim, vale il discorso che Obi è un tributo all'Oklahoma Blood Institute, che gli preleva il sangue ogni due per tre.








Andriy Shevchenko

Notare come è invecchiato Shevchenko da quando si è trasferito in Inghilterra. In Italia tutte queste rughe non ce le aveva. Sorgono dei dubbi se abbia usufruito anche lui del chirurgo plastico del Presidente del Consiglio, nonchè suo ex presidente. Ha detto che andava in Inghilterra per far imparare l'inglese ai suoi figli, e lui dopo due anni fa ancora le conferenze stampa con gli interpreti. Smile, Andriy.








Solomon Kalou

"Il Re Salomone è stato uno tra i primi e più importanti re d'Israele. Il suo regno viene considerato dagli ebrei come un'età ideale, simile a quella del periodo augusteo a Roma. La sua saggezza, descritta nella Bibbia, è considerata insuperabile". E dal suo volto  sprizza saggezza come se piovesse.



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mercoledì, 12 dicembre 2007
I Giapponesi sfideranno il Milan nella semifinale della Toyota World Cup, avendo battuto gli iraniani del Sepahan con il punteggio di 3 - 1.
Vediamo nel dettaglio questo gregge di geni del pallone giapponesi.



URAWA RED DIAMONDS



Portierilli:



Ryota TSUZUKI

L' unico giapponese col pizzetto tatuato. I baffetti sono chiaramente fatti con l' inchiostro.
Qui si è appena svegliato dalla siesta pomeridiana, come dimostrano i capelli pettinatissimi e lo sguardo attento.



















Nobuhiro KATO

Figlio dell' unione tra il famosissimo Kato maggiordomo dell' ispettore Clouseau (quello della pantera rosa) e l' ispettore stesso.
Dal padre (Kato) ha preso il nome e l' abilità di stendere gli attaccanti avversari a colpi di karate e a sorprenderli con delle astutissime imboscate; dalla madre (Clouseau) ha preso l' intuito e l' intelligenza.
Vanta una pettinatura importante, figlia dello stesso progettista di quella di Moira Orfei.














Koki OTANI

Il suo nome OTANI deriva dalla capacità incendiaria delle proprie scoreggie.
La foto qui a fianco lo ritrae nel momento di massimo sforzo.





















Difensorilli:



Keisuke TSUBOI

Monaco Shaolin da decenni, questo simpatico bonzo in realtà non centra nulla con la compagine giapponese. E' stato aggregeto alla squadra perché prepara un ottimo sashimi, oltre che la suà specialità, il kanjishin, ossia una zuppa di topo morto dalla notevolissime proprietà afrodisiache.


















TULIO (Marcus Tulio TANAKA)

Madre brasiliana e padre giapponese, oppure padre brasiliano e madre giapponese?
Non lo sapremo mai. Quel che è certo è che il povero Tulio, da piccino, ha vissuto in una favela di Sao Paulo tra la delinquenza della peggior specie. Ha più volte rischiato la pelle (come si può notare dal simpatico graffietto che porta al sopracciglio sinistro): questa vita di stenti lo ha portato poi a compiere gesti clamorosi, tipo cominciare a giocare a calcio e, non contento, a militare in formazioni tipo il Sanfrecce Hiroshima o il rinomatissimo Mito Hollyhock.














Shunsuke TSUTSUMI

Sguardo che sprizza intelligenza da ogni dòve, pallore inguardabile, capelli di lana di vetro. Questo in sintesi il buon TSUTSUMI, chiamato TSUNAMI dai compagni di squadra per la cattiva abitudine di intasare i cessi dello spogliatoio almeno due volte a settimana.




















Centrocampistilli:



Robson PONTE

Fratello illegittimo di Gabri PONTE, questo spiritosissimo brasiliano tutto "alegrìa alegrìa, ma anche saudade, saudade do Brasil", arriva per direttissima dal Bayer Leverkusen.
Le giapponesi impazziscono per lui, soprattutto quando con la minchia in mano fa il numero dell' elicottero.
Bella la pettinatura, assolutamente in linea con lo standard del resto della squadra.
















Keita SUZUKI

Oddio, sarebbe pure un ragazzo carino, se non fosse per la disposizione un po' a casaccio degli organi facciali.
























Tadaaki HIRAKAWA

"Questo" è un pò il gattuso della compagine nipponica. Instancabile motorino di centrocampo (tant' è che i compagni a fine allenamento per farlo andare sotto la doccia lo devono prima narcotizzare con delle siringhe di anestetico sparate dagli spalti con delle cerbottane), del ringhio nazionale ha preso tutto, persino il look.
In vista della sfida di domani sta studiando tre parole in croce da dire a Gattuso al momento dei saluti iniziali, queste: "Life is now".















Takahito SOMA

Provate a dirmi voi di che specie sia questa bestia che io non l' ho ancora capito.
























Yuya NAKAMURA

Cugino calabrese di secondo grado del ben più famoso Sunsuke, N'Duja NAKAMURA in realtà di professione fa l' artigiano. Ha infatti una ditta di spurghi e riesce a campare svuotando le vasche biologiche dello stadio ingorgate dalla capacità intasante di TSUTSUMI.



















Yoshiya NISHIZAWA

Il suo idolo è KATO, di cui è pure segretamente innamorato/a.
Come primo passo si è messo insieme al suo parrucchiere (il parrucchiere di KATO, intendo) nella speranza di carpire i segreti della splendida pettinatura di quest'ultimo.



















Attaccantilli:



Tatsuya TANAKA

Sembra lo scemo del villaggio, invece no. E' l' attaccante principe degli Urawa Red Diamonds, nonchè portavoce ufficiale del club ed intellettuale del gruppo (come si può notare dall' espressione particolarmente brillante).





















Sergio ESCUDERO

Non è un caldarrostaro, ma un giocatore di pallone. Argentino/giapponese per giunta. Inoltre è figlio e nipote di calciatori professionisti: suo padre Sergio ESCUDERO infatti ha giocato negli anni '90 in Giappone nelle file dell' Urawa Red Diamonds, mentre suo zio Sergio ESCUDERO ha giocato in Giappone dal 1992 al 1998 nelle file dell' Urawa Red Diamonds.
La fantasia regna sovrana in quella famiglia.
















Junki KOIKE

Uno? Una? Non si sa.
Quello che è certo è che coso qui a fianco non ha messo ancora piede in campo in una gara ufficiale.
"E mai lo farà fino al 2029", ha dichiarato recentemente il suo allenatore Holger OSIECK.


















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categoria:calcio, semifinali, mondiali2006, toyota world cup
giovedì, 06 luglio 2006

ora, andatevene affanculo. ^___^
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categoria:calcio, video, semifinali
mercoledì, 05 luglio 2006
Premessa: la fiera del luogo comune.
Noi saremo pure mammoni, piagnoni, mafiosi, spaghetti, pizza, mandolino, mafia e calciopoli.
Loro saranno pure puntuali, organizzati, laboriosi, precisi, efficienti e superiori.
Noi siamo in finale.
Loro no.

Per una volta voglio essere nazionalista; ed allora viva la pizza ed abbasso i bratwurst, viva Novella 2000 e abbasso Der Spiegel, viva l' orso Bruno e abbasso l' aquila teutonica. L' Italia è stata squadra cinica e letale, alla tedesca insomma, mentre i panzerbratwurst® di Crucconia® hanno voluto giocare come gioca di solito l' Italia, ossia difendendosi e ripartendo. Siamo stati molto più bravi noi di loro e la finale ce la siamo strameritata, con tutto quello che ne consegue in fatto di festeggiamenti, caroselli, sfottò e santificazioni varie dei nostri eroi pallonari. il tutto alla facciazza di Kaiser Franz Beckenbauer il quale, subito dopo la fine della partita, ha affermato di aver visto un match equilibratissimo nel quale la squadra di casa è uscita sconfitta solo perché molto sfortunata (due pali presi dall' Italia infatti sono indice di immenso culo). Caro Franz, pensare troppo alla gnocca è piacevole, sì, ma fa sragionare.

Le pagellonze:

Buffon 8: saracinesca insuperabile, ci porta tre volte in finale sventando tre rispettive azioni pericolose dei tedeschi. Solita sicurezza tra i pali. Imperforabile.

Zambrotta 8: corre come un matto lungo tutta la fascia destra, copre sulle avanzate di Lahm e di Friederich, si sgancia in avanti e colpisce pure una traversa con un missile da fuori area nel primo tempo supplementare. Monumentale.

Materazzi 8: per la legge del "una sì ed una no", questa è stata una partita sì (che fa il paio con quella contro la Rep. Ceca). Impeccabile in copertura e in marcatura su un brutto cliente di nome Podolski, cerca ogni tanto di dare il "la" all' azione con dei lanci in avanti dalla nostra trequarti. Arcigno.

Cannavaro 8: ormai gli aggettivi su di lui si sprecano. E' la vera anima, insieme a Buffon, della difesa italiana, ne detta i movimenti e i tempi e, ogni tanto, va pure in soccorso dei compagni di reparto. Sta disputando un Mondiale a livelli incredibili. Superbo.

Grosso 8,5: sono stato critico nei suoi confronti nelle altre partite; mi ha smentito offrendo una prova maiuscola in difesa, correndo come una lepre lungo la fascia e realizzando il gol che ci ha fatti volare in finale, dopo averci regalato l' accesso ai quarti durante la partita contro l' Australia. Provvidenziale.

Pirlo 8: la squalifica di Frings forse gli ha giovato, essendo Kehl meno arcigno in marcatura ed avendo così più spazi di manovra. I risultati si vedono: sembra ritrovato, tocca un numero infinito di palloni, dialoga d' intesa con Totti, alterna lanci in profondita a tocchi laterali, in una parola: gioca. Bonus: l' assist per Grosso in occasione del primo gol. Maestoso.

Gattuso 9: datemi del pure del pazzo ma Ivan Ringhio Gennaro Gattuso ha disputato una partita da extraterrestre. Ha perso mezzo pallone in 120 minuti di gioco, ha aiutato la difesa in copertura, ha fatto diga ha centrocampo, si è proposto in attacco, ha addirittura fatto il regista arretrato duettando spesso con Pirlo e non sbagliando neppure un passaggio. Si è tolto pure il lusso di effettuare un sombrero ai danni di Lahm. Stratosferico.

Perrotta 7,5: conferma gli ottimi livelli delle partite gioate finora. Recupera una quantità industriale dipalloni a centrocampo e in due occasioni è stato il nostro attaccante più pericoloso. Esce ancora una volta stremato ma questo è il Perrotta che vogliamo. Prezioso.

Camoranesi 6: spiace dirlo ma non ne ha azzeccata una. Probabilmente frenato dalla botta rimediata nei quarti ma si vede lontano un chilometro che non è un giocatore tranquillo. La testa gira, le gambe un po' meno. Prova gli scatti e gli inserimenti nel primo tempo, dove riesce a procurare qualche grattacapo al suo marcatore diretto. Nella ripresa si eclissa e non ne azzecca più una, complice anche il nervosismo: lo dimostra la stupia ammonizione che riceve. Legnoso.

Totti 6,5: dura 120 minuti ed è già una notizia. Lippi ripone una fiducia enorme in lui e il pupone per tutta risposta gioca una partita ordinata e senza grosse sbavature. la tentazione della giocata ad effetto c'è, e forte anche, ma perlomeno si limita e svolgere attività di supporto al centrocampo. Grazie a ciò l' Italia regge l' urto con la mediana teutonica, ma lascia Toni da solo lì in avanti a predicare nel deserto. E' bravo a non reagire all' entrata assassina di Borowski sulla sua caviglia. Redivivo.

Toni 6: lui corre, si sbatte, crea spazi, ma non appena gli arriva palla l' arbitro messicano gli fischia fallo contro. Non riesca a mettere la zampata vincente, anche perché gli arrivano solo due palle decenti in area, ma è sempre bravo a crederci lo stesso. Concreto.

Gilardino 7: entra al posto di Toni e per 20 minuti non tocca un pallone. Nei supplementari si trasforma: ci crede fino in fondo su un pallone perso, fa fuori il suo diretto marcatore e timbra la base del palo. Forse questo dà la carica al resto della squadra. E' bravo nel sentire le urla di Del Piero, a non essere egoista e a fornirgli un assist al bacio. Caparbio.

Iaquinta 6: entra per Camoranesi e va a far legna sulla fascia destra. Non è il suo ruolo naturale, e si vede, ma svolge il compito con tanta grinta e con tanto orgoglio. Discreta tecnica ma cuore e volontà pregevoli. Utile.

Del Piero 7: ha un' occasione di riscatto e la sfrutta. Si divora due occasioni da gol nel secondo tempo supplementare ma alla fine arriva anche il suo sigillo, il gol della sicurezza. E' bravo a crederci dopo aver rubato palla a centrocampo ed essersi fatto una sgroppata di 60 metri fino all' area avversaria. Ritrovato.



Germania:

Who cares? Voglio dire, ma chissenefrega. Siamo in finale: tanto basta...
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categoria:risultati, semifinali
mercoledì, 05 luglio 2006
L'Italia è la prima finalista dei Mondiali 2006. Nella prima semifinale, giocata al Westfalenstadion di Dortmund, l'Italia ha sconfitto per 2-0 la Germania dopo i tempi supplementari. Il 9 luglio all'Olympiastadion di Berlino l'Italia affronterà la vincente di Portogallo-Francia, in programma domani sera a Monaco. Hanno deciso i gol di Fabio Grosso al 114' e di Alessandro Del Piero al 121'
DORTMUND - Due siluri al 119’ e al 120’: Grosso e Del Piero affondano la Germania sul finire dei tempi supplementari. L’Italia è in finale, a Berlino. Nei supplementari gli azzurri avevano colpito un palo e una traversa. Partita tesa, giocata con grande accortezza dall’Italia che ha fronteggiato bene un secondo tempo di marca tedesca.

mettetevi d'accordo con voi stessi ^__^

"All’89’ cartellino giallo per camoranesi, che è diffidato e salterà la prossima partita, finalina o finalissima che sia. "

a me non risulta fosse diffidato.

a me non risultava ammonito
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categoria:calcio, risultati, semifinali, mondiali2006
mercoledì, 05 luglio 2006
postato da: squeezeand alle ore 11:16 | Permalink | commenti (1)
categoria:ipse dixit, calcio, risultati, semifinali