venerdì, 11 gennaio 2008
La Gazzetta ha stilato una classifica dei capelluti calcistici di sempre.

TOP TEN - Questa la “Top-Ten” completa:
1 – Jermain Defoe (Tottenham – 2008)
2 – Ronaldo (Brasile - Mondiali del 2002)
3 – Manuel Loco (Angola – Mondiali 2006
4 – Djibril Cissé (Auxerre – 2004)
5 – Carlos Valderrama (Colombia – Anni ‘90)
6 – Paul Gascoigne (Lazio – 1993)
7 – Jason Lee (Nottingham Forest – 1995)
8 – David Beckham (Inghilterra - 2001)
9 – David James (Portsmouth – 2006)
0 – Freddie Ljungberg (Arsenal – 2001)

Proprio il Manuel Loco che avevamo visto QUI
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categoria:sport, figurine, mondiali2006
mercoledì, 12 dicembre 2007
I Giapponesi sfideranno il Milan nella semifinale della Toyota World Cup, avendo battuto gli iraniani del Sepahan con il punteggio di 3 - 1.
Vediamo nel dettaglio questo gregge di geni del pallone giapponesi.



URAWA RED DIAMONDS



Portierilli:



Ryota TSUZUKI

L' unico giapponese col pizzetto tatuato. I baffetti sono chiaramente fatti con l' inchiostro.
Qui si è appena svegliato dalla siesta pomeridiana, come dimostrano i capelli pettinatissimi e lo sguardo attento.



















Nobuhiro KATO

Figlio dell' unione tra il famosissimo Kato maggiordomo dell' ispettore Clouseau (quello della pantera rosa) e l' ispettore stesso.
Dal padre (Kato) ha preso il nome e l' abilità di stendere gli attaccanti avversari a colpi di karate e a sorprenderli con delle astutissime imboscate; dalla madre (Clouseau) ha preso l' intuito e l' intelligenza.
Vanta una pettinatura importante, figlia dello stesso progettista di quella di Moira Orfei.














Koki OTANI

Il suo nome OTANI deriva dalla capacità incendiaria delle proprie scoreggie.
La foto qui a fianco lo ritrae nel momento di massimo sforzo.





















Difensorilli:



Keisuke TSUBOI

Monaco Shaolin da decenni, questo simpatico bonzo in realtà non centra nulla con la compagine giapponese. E' stato aggregeto alla squadra perché prepara un ottimo sashimi, oltre che la suà specialità, il kanjishin, ossia una zuppa di topo morto dalla notevolissime proprietà afrodisiache.


















TULIO (Marcus Tulio TANAKA)

Madre brasiliana e padre giapponese, oppure padre brasiliano e madre giapponese?
Non lo sapremo mai. Quel che è certo è che il povero Tulio, da piccino, ha vissuto in una favela di Sao Paulo tra la delinquenza della peggior specie. Ha più volte rischiato la pelle (come si può notare dal simpatico graffietto che porta al sopracciglio sinistro): questa vita di stenti lo ha portato poi a compiere gesti clamorosi, tipo cominciare a giocare a calcio e, non contento, a militare in formazioni tipo il Sanfrecce Hiroshima o il rinomatissimo Mito Hollyhock.














Shunsuke TSUTSUMI

Sguardo che sprizza intelligenza da ogni dòve, pallore inguardabile, capelli di lana di vetro. Questo in sintesi il buon TSUTSUMI, chiamato TSUNAMI dai compagni di squadra per la cattiva abitudine di intasare i cessi dello spogliatoio almeno due volte a settimana.




















Centrocampistilli:



Robson PONTE

Fratello illegittimo di Gabri PONTE, questo spiritosissimo brasiliano tutto "alegrìa alegrìa, ma anche saudade, saudade do Brasil", arriva per direttissima dal Bayer Leverkusen.
Le giapponesi impazziscono per lui, soprattutto quando con la minchia in mano fa il numero dell' elicottero.
Bella la pettinatura, assolutamente in linea con lo standard del resto della squadra.
















Keita SUZUKI

Oddio, sarebbe pure un ragazzo carino, se non fosse per la disposizione un po' a casaccio degli organi facciali.
























Tadaaki HIRAKAWA

"Questo" è un pò il gattuso della compagine nipponica. Instancabile motorino di centrocampo (tant' è che i compagni a fine allenamento per farlo andare sotto la doccia lo devono prima narcotizzare con delle siringhe di anestetico sparate dagli spalti con delle cerbottane), del ringhio nazionale ha preso tutto, persino il look.
In vista della sfida di domani sta studiando tre parole in croce da dire a Gattuso al momento dei saluti iniziali, queste: "Life is now".















Takahito SOMA

Provate a dirmi voi di che specie sia questa bestia che io non l' ho ancora capito.
























Yuya NAKAMURA

Cugino calabrese di secondo grado del ben più famoso Sunsuke, N'Duja NAKAMURA in realtà di professione fa l' artigiano. Ha infatti una ditta di spurghi e riesce a campare svuotando le vasche biologiche dello stadio ingorgate dalla capacità intasante di TSUTSUMI.



















Yoshiya NISHIZAWA

Il suo idolo è KATO, di cui è pure segretamente innamorato/a.
Come primo passo si è messo insieme al suo parrucchiere (il parrucchiere di KATO, intendo) nella speranza di carpire i segreti della splendida pettinatura di quest'ultimo.



















Attaccantilli:



Tatsuya TANAKA

Sembra lo scemo del villaggio, invece no. E' l' attaccante principe degli Urawa Red Diamonds, nonchè portavoce ufficiale del club ed intellettuale del gruppo (come si può notare dall' espressione particolarmente brillante).





















Sergio ESCUDERO

Non è un caldarrostaro, ma un giocatore di pallone. Argentino/giapponese per giunta. Inoltre è figlio e nipote di calciatori professionisti: suo padre Sergio ESCUDERO infatti ha giocato negli anni '90 in Giappone nelle file dell' Urawa Red Diamonds, mentre suo zio Sergio ESCUDERO ha giocato in Giappone dal 1992 al 1998 nelle file dell' Urawa Red Diamonds.
La fantasia regna sovrana in quella famiglia.
















Junki KOIKE

Uno? Una? Non si sa.
Quello che è certo è che coso qui a fianco non ha messo ancora piede in campo in una gara ufficiale.
"E mai lo farà fino al 2029", ha dichiarato recentemente il suo allenatore Holger OSIECK.


















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categoria:calcio, semifinali, mondiali2006, toyota world cup
venerdì, 14 luglio 2006

















"pigliate 'na pastiglia, sient'a 'mme"











Firenze, 2 marzo 2006 -
 "La Nazionale non la guardo piu'. Ma tifero' contro Lippi per sempre anche al Mondiale". Aldo Agroppi non si schioda dalle sua posizioni 'antilippiane' e dopo Italia-Germania di ieri rivela di aver spento addirittura la televisione. "Non l'ho neppure vista la partita - dice l'ex allenatore toscano all'Agenzia Dire - io l'Italia da quando c'e' Lippi non la guardo piu'. Non mi interessa ".
Lei pero' ama Firenze. Se l'aspettava la pace con la Nazionale? "Su questo nulla da dire, e' stata una cosa bella e giusta. Sono contento che Firenze abbia dato questa prova di affetto. Pero' della partita ho visto poco". E' stata una grande vittoria (quella per 4-1) , almeno questo l'ha saputo? "
Si', ho letto. Ma non e' questa Germania che puo' essere una prova per il Mondiale. E' un'amichevole che non dice niente. Non puo' fare testo.
In Germania sara' un'altra storia".

Mantiene le sue posizioni. Anche ai Mondiali sara' contro l'Italia? "Sempre. Non contro l'Italia, contro l'Italia di Lippi. Finche' c'e' lui la Nazionale non la guardero' e tifero' assolutamente contro..."
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categoria:calcio, risultati, mondiali2006, campioni del mondo
lunedì, 10 luglio 2006

Totti non c'era - Le colpe di Lippi

di Daniele Lo Monaco (uno che "scrive" sul Romanista)

"Se c'è un modo dimesso per essere campioni del mondo l'Italia l'ha trovato ieri, vincendo solo ai calci di rigore per quell'unico errore di Trezeguet (a proposito di nemesi storiche) e in capo ad una partita irresistibilmente noiosa, se non fosse per il pathos che una finale mondiale ti porta di suo. Tecnicamente la sfida è stata brutta e non è un caso se i migliori sono stati Materazzi, Gattuso, e poi Cannavaro, i cosiddetti gregari,

(Cannavaro un gregario?)

mentre di là Zidane prima segnava su rigore (dubbio) a cucchiaio storto, poi perdeva la testa, anzi, la piantava nello sterno di Materazzi, sporcando la sua prova, chiudendo ingloriosamente la carriera e anticipando la brutta figura francese. Totti è mancato, certo, ma tirarlo fuori dopo un'ora dopo averlo lasciato in una posizione assurda (seconda punta), marcatissimo e mai cercato dai compagni, è stato un errore (anzi due, per la sostituzione di Perrotta, l'unico che attacca bene gli spazi) che Lippi ha rischiato di pagare caramente. Uscito Totti, l'Italia non ha più tirato in porta e solo per la sicurezza di Buffon e della difesa siamo rimasti dentro fino alla fine. Fino ai rigori, segnati da gregari (Pirlo, Materazzi, Gattuso), riserve (Del Piero) e un certo De Rossi. Bentornato campione."

Amore mio, deciditi. Se totti gioca a centrocampo, Lippi ne mortifica lo straordinario talento facendolo giocare lontano dalla porta, e limitandone la pericolosità. Se gioca in attacco, posizione che ha tenuto per TUTTO il campionato della roma (devo dirtelo io?), non va bene. Dove lo vogliamo far giocare? Totti marcatissimo? dove l'hai visto? E il rigore di GATTUSO? Guarda che era Grosso, a tirare, Gattuso è quello con la barba.
Il bello è che tutto il mondo ieri ha visto che campionissimo è totti. Ma noi abbiamo vinto anche in dieci.



Complimenti per il rigore a De Rossi. E a Trez ;)

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categoria:ipse dixit, calcio, risultati, mondiali2006, campioni del mondo, pazzia generale
domenica, 09 luglio 2006
"L'Italia sogna tra il Brasile  e i padroni di casa" di MARIO SCONCERTI

In epoca di calcio diffidente sembra un Mondiale disegnato per una finale Germania-Brasile, padroni di casa contro i migliori di sempre.
Sicuramente

abbiamo qualcosa che poche altre squadre hanno: molti giocatori decisivi (Toni, Gilardino, Pirlo, De Rossi, Totti, Camoranesi).
De Rossi decisivissimo.

I brasiliani sono i migliori ma rappresentano anche la squadra più improbabile del torneo. Quattro attaccanti, due ali che fanno i terzini, aria di fantasia anche fra i mediani, un portiere che non supera la sua stagione di sofferenza. Il calcio che conosciamo non è quello del Brasile, ma il Brasile supera sempre con leggerezza le nostre leggi fisiche
eh sì

L’Europa ha squadre imperfette, ma ottime, molto adatte a un torneo breve e fisico. In questo gruppo i migliori sono gli inglesi. Nessuno ha un centrocampo con Gerrard, Lampard e Joe Cole, sostanza e qualità ai massimi livelli. Più Beckham quasi come sfizio. Gli inglesi sono senza attaccanti. Crouch e Owen hanno una valenza molto simile a Bonazzoli-Flachi, ma in un Mondiale si gioca partita per partita, nessuno deve dimostrare niente ai posteri, serve solo vincere. E l’Inghilterra un gol è in grado di segnarlo sempre con almeno otto giocatori.
hanno segnato Cole, Beckham, Crouch... e poi?

I migliori andranno cercati fra Messi, Van Persie, Robben, De Rossi, Iniesta, Tevez, Cristiano Ronaldo, Gilardino, Rooney, Ibrahimovic, Fabregas, Reyes.
Reyes non pervenuto, De Rossi sappiamo, Iniesta boh, Robben e Van Persie altalenanti, Messi bravo ma ha giocato poco, Rooney OTTIMO, cosi' come Ibrahimovic :D

Qualcosa si è rotto
Per l’Italia sta rapidamente arrivando il punto di non ritorno. Il gruppo si sta spezzando, inevitabilmente. Una parte di giocatori ha capito che non giocherà mai e sente tutto il peso di un ritiro lungo e inutile (Amelia, Peruzzi, Inzaghi, Oddo, Materazzi).

si', inzaghi e materazzi hanno anche segnato, per dire...

Una parte ha capito di aver giocato e perso la sua occasione (Del Piero, Toni, Totti, Zaccardo).


Certo, chiedere a tedeschi, australiani e ucraini.

Un’altra parte non è abituata a stare sui nervi (Camoranesi, De Rossi, Gattuso) e a non avere un posto fisso. I giocatori si guardano con sospetto, la concorrenza è diventata esclusione, non c’è più allegria e la partita è già diventata uno spareggio. Non c’è più unità d’intenti perché non è più la nazionale di tutti. Molti sono fuori, molti stanno per andarci. Questo allontana anche Lippi dalla considerazione dei giocatori. Il tecnico che ti esclude è sempre colpevole, impossibile amarlo. Nascono i gruppetti, le lamentele, i mormorii con gli amici giornalisti.
Ma nemmeno Lippi ha più bisogno del gruppo. Era importante per arrivare al Mondiale e tirare avanti un’idea di progresso in comune. Al Mondiale è diverso, il gruppo è continuamente rinnovato perché non ha più tempo. Non è più perfettibile perché se sbagli sei fuori ed entra un altro gruppo, un altro tecnico. Lippi non ha più il dovere di cercare la riconoscenza dei suoi giocatori. Ha solo il compito di tirarne fuori un risultato, con i metodi che crede. Questo spiega il rigore usato con De Rossi e la freddezza avuta con Totti, chiamato a discutere in mezzo al campo, sotto gli occhi di tutti, evidenziando un problema. Questo spiega anche i dubbi non tanto sulla formazione ma sui fondamenti del suo gioco.

(il vate(r) sconcerti, 20 giugno 2006)
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categoria:ipse dixit, calcio, mondiali2006
domenica, 09 luglio 2006
Bè, io volevo scrivere qualcosa, ma dopo aver letto questo articolo, non c'è molto altro da dire. Segnalo in giallo dei passaggi quasi lirici, per non dire metafisici:


Siamo in credito con Totti, per questo l’Italia vin**rà (lo asterisco che non si sa mai)
Credo che vin**rà l’Italia. È una sensazione strana che viene da molti anni fa in Spagna, nell’82. Non eravamo per niente preparati a essere protagonisti. I campioni erano gli argentini, i favoriti erano i brasiliani. Noi li battemmo entrambi, quasi a tradimento. Non sapevamo più chi eravamo, troppo forti e troppo impreparati a esserlo. Così scegliemmo insieme, Bearzot e i giornalisti, di non essere niente. Vivevamo alla giornata, sembrava tutto così leggero e impossibile che non valeva un pronostico. E ogni volta andavamo avanti. Fu inevitabile vincere, come quelle chiavi piene d’olio che entrano nelle serrature più impossibili. Ci sono momenti in cui la storia è ingestibile, va via da sola. L’unico vero vantaggio è saper annusare l’aria, la parte da cui sta andando. Questo è uno di quei momenti. Sento che vin**rà l’Italia, come nell’82. Perché è diverso, perché abbiamo curvato il piccolo destino del calcio, perché nel complesso siamo anche tecnicamente i migliori. Io credo che vincerà l’Italia, ma quasi tutti in Francia pensano diversamente. Ho chiamato vecchi colleghi francesi, anche ostili a Domenech che li persegue ormai ogni giorno con le sue voglie di vendetta e le sue dichiarazioni lussuriosamente paradossali, ma anche loro pensano che la Francia sia superiore. Non è sciovinismo. O almeno non è sciovinismo sciocco e niente più. È che il calcio è sempre un bicchiere mezzo pieno. L’altra metà ognuno se la gioca come sente, non com’è davvero. I francesi vedono come pregi quelli che noi vediamo esattamente come limiti. L’età media della Francia, il vecchio talento di Zidane, indubbiamente talento ma anche indubbiamente vecchio; la grande qualità media dei francesi ma anche il loro essere approssimativamente francesi. Sette neri, quattro bianchi, esiste una volontà comune, una parola di tutti? Esiste almeno una via di mezzo? In conclusione, c’è una realtà tecnica a cui appoggiarsi? In parte sì. Io credo sia favorita l’Italia per una ragione tecnica molto semplice: perché vedo molto sopravvalutato Zidane ed estremamente sottovalutato Totti. Mi sembra cioè che si stia giocando questa finale in base a criteri sentimentali e non tecnici. Ricordo Zidane buono contro il Brasile (ma a metà campo), sufficiente contro la Spagna, così così con il Portogallo e lontano dalla sufficienza nel resto delle partite. Uno Zidane così un commissario come Lippi lo avrebbe messo fuori, come ha messo fuori Totti più Del Piero-Gilardino-Inzaghi.
Non si può seriamente pensare che sia Zidane a fare la differenza. Non lo credo più. È una grande seduzione, una fantastica didascalia, ma non ho visto finora il colore dell’eroe. Non ho visto nemmeno Totti, ma l’ho visto crescere partita dopo partita e sono (siamo tutti) in credito con lui. Zidane può andare a casa domani e resterà Zidane, il più grande giocatore della sua generazione. Mentre Totti per essere qualcosa di simile deve azzeccare questa partita, non contano le altre e non conta la sua leggenda da romanista. Le leggende nascono dove si smarrisce la realtà. Nascondono con l’enfasi le sconfitte. Questa è l’ora della verità. Io credo nell’Italia perché credo in Totti, nel piccolo algoritmo che Totti sia meglio (adesso) di Zidane. Meno probabile, più inverosimile, meno controllabile. Questa è soprattutto la partita di Totti. Pirlo avrà ancora un Mondiale, un’occasione. Buffon l’avrà, Zambrotta, forse Gattuso. Ma Totti, se vuole correre accanto al suo esperimento di leggenda, deve fare molto per vincere questa partita. Quanto Zidane non ha bisogno di fare e forse non è più nemmeno in condizioni di fare. Sono ottimista perché credo che Pirlo sia attualmente il miglior giocatore del mondo, metà Zidane e metà Emerson, uno strumento di calcio moderno e inafferrabile come il suo slang bresciano e la sua strana realtà di fuoriclasse improvviso. Perché penso che Cannavaro e Buffon siano i migliori nei loro ruoli e perché credo che Perrotta riuscirà a tenere Vieira lontano dall’area italiana. Ma credo che vinca l’Italia soprattutto perché il calcio è come la storia, anzi, viene dalla storia. E non si ripete mai. La Francia ha avuto il suo momento otto anni fa. Questo è un investimento su qualcosa di troppo, di eccessivo. Un insieme di africani e marsigliesi, di congolesi e argentini. C’è molto mondo nella Francia ma anche qualcosa, come dire? d’incostituzionale, di poco calcistico perché troppo discontinuo. Noi siamo un discorso solo. Non abbiamo variabili. Affermiamo una logica, un metodo, un sistema. Anche per questo credo che vinca l’Italia. Perché siamo la soluzione più moderna. Industriale. E naturale. Buon viaggio, ragazzi.
Mario Sconcerti
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categoria:ipse dixit, calcio, mondiali2006, finale terzo posto
venerdì, 07 luglio 2006
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auguri
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categoria:calcio, mondiali2006, finale terzo posto
mercoledì, 05 luglio 2006
L'Italia è la prima finalista dei Mondiali 2006. Nella prima semifinale, giocata al Westfalenstadion di Dortmund, l'Italia ha sconfitto per 2-0 la Germania dopo i tempi supplementari. Il 9 luglio all'Olympiastadion di Berlino l'Italia affronterà la vincente di Portogallo-Francia, in programma domani sera a Monaco. Hanno deciso i gol di Fabio Grosso al 114' e di Alessandro Del Piero al 121'
DORTMUND - Due siluri al 119’ e al 120’: Grosso e Del Piero affondano la Germania sul finire dei tempi supplementari. L’Italia è in finale, a Berlino. Nei supplementari gli azzurri avevano colpito un palo e una traversa. Partita tesa, giocata con grande accortezza dall’Italia che ha fronteggiato bene un secondo tempo di marca tedesca.

mettetevi d'accordo con voi stessi ^__^

"All’89’ cartellino giallo per camoranesi, che è diffidato e salterà la prossima partita, finalina o finalissima che sia. "

a me non risulta fosse diffidato.

a me non risultava ammonito
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categoria:calcio, risultati, semifinali, mondiali2006
domenica, 02 luglio 2006
I giorni scorsi

Inghilterra: Eriksson “Il gioco arriverà” 25/06/2006
Milano, 25 giugno - Sven Goran Eriksson soddisfatto: “Dovevamo segnare di più ma sono contento per aver raggiunto i quarti. Il gioco arriverà”. `Spero che questa volta vada meglio rispetto alle ultime - ha proseguito il ct dell`Inghilterra dopo la vittoria negli ottavi contro l`Ecuador - Penso che oggi la formazione abbia funzionato`. `Abbiamo giocato male ma abbiamo fatto il nostro dovere - gli ha fatto eco il capitano David Beckham, autore del gol vittoria - In allenamento tutti, tra cui Roberto Carlos, mi dicevano che ultimamente stavo calciando troppo male le punizioni e che ne avrei messa dentro una in campo. Cosi` e` stato`.

Peccato non aver specificato quale gioco sarebbe arrivato: non il calcio


Il prepartita con il Portogallo
Inghilterra: Eriksson "Siamo piu` forti, vinceremo" 30/06/2006
Gelsenkirchen (GER), 30 giugno - Sven Goran Eriksson non ha dubbi e lancia la sfida: "Siamo i piu` forti, e vinceremo". `Abbiamo la squadra migliore - precisa - , dice alla vigilia del quarto di finale tra Inghilterra e Portogallo. Il coach dei Leoni mantiene però i piedi per terra: nessun paragone con Winston Churchill, per favore. `No, non leggero` i suoi testi questa sera e non provero` a trasformarmi in lui, sebbene abbia letto le sue memorie molto tempo fa`, osserva il tecnico. Ma anche lui e` sicuro di vincere: `Ho estrema fiducia nel fatto che questa squadra possa andare avanti. Ha tutte le qualita` per farlo. Assolutamente`. Finora, pero`, Beckham e compagni non hanno incantato: `Non sono completamente soddisfatto di come abbiamo giocato finora. Ma sono completamente soddisfatto dei risultati. So anche che possiamo giocare meglio e domani lo faremo`.

Pareri & Punizioni (postpartita)
Inghilterra: Eriksson ‘Non sparate su Rooney’ 02/07/2006
Baden Baden (GER) , 2 luglio - Il ct dell’Inghilterra, Sven Goran Eriksson, difende Rooney dall’attacco mediatico: “Non sparategli”.

Poi aggiunge: “Spaccategli le gengive con un frustino, fa più male”

Al momento dell’addio, il saggio allenatore svedese ha lasciato con un monito per il futuro, temendo che il giovane attaccante del Manchester United possa essere sepolto dalle critiche come accadde a David Beckham dopo Francia ’98. `Penso che voi, nei prossimi cinque anni, avrete bisogno di Wayne, molto di piu` di quanto ne avro` bisogno io. Così, state attenti, vi prego. E` il golden boy del calcio inglese`. E poi la frase da scolpire: ”non uccidetelo, ve lo dico perchè avete bisogno di lui. Ne avrete bisogno per le qualificazioni dell’Europeo e ne avrete bisogno in quella competizione per vincere. E’ un calciatore fantastico”. Infine, la chiusura. “Ho parlato a Wayne dopo la partita e il suo parere è che non ha fatto intenzionalmente quel fallo”.

Poi Rooney ha scatarrato addosso a Gerrard. Secondo il parere dello stesso Rooney, Gerrard aveva una zanzara in un occhio.

Faccia come il culo #1
Inghilterra: Eriksson vuole la Premier League
Athole Stoll, l’agente di Eriksson, ha parlato alla BBC delle intenzioni del suo assistito. ”Nelle prossime settimane penseremo al futuro e stileremo un piano per i prossimi 4-5 anni, ma se tornerà in un club ne preferirebbe uno in competizione per la Premier league e le coppe europee”.

*una fettina di culo, no?*

A quanto pare, molti presidenti si sarebbero interessati ad Eriksson. ”Ci sono state molte offerte da parte di club e offerte di altro tipo, ma non le abbiamo ancora considerate seriamente”. Poi, anche un parere sull’andamento del Mondiale britannico. ”Siamo tutti molto delusi per ciò che e` accaduto. Eriksson è assolutamente distrutto per il risultato perche` si pensava d’andare avanti”. Infine, una considerazione sul contratto oneroso di Eriksson, da molti considerato un furto. “Questo e` ridicolo. Perche` dovrebbe abbassare le proprie pretese? Ha perso solo una partita nelle qualificazioni”.

Sì, il problema è che ha fatto un tiro in porta con l’Ecuador e ha giocato di merda.

Faccia come il culo #2
Quasi tutte le testate online accusano Wayne Rooney, espulso al 62` e quindi responsabile di avere lasciato la Nazionale in dieci per quasi un`ora di gioco e per tutti i rigori. Il Sunday Express se la prende con i rigori e con l`attaccante, tuonando: `La fine del Mondo`. E ricollega l`espulsione del bomber per un presunto fallo su Ricardo Carvalho al fatto che l`arbitro è argentino, e che ci deve per forza essere una connessione con `la mano di Dio` di Diego Armando Maradona ai Mondiali 1986 e con l`espulsione di David Beckham a quella del 1998: `Tutte cattive decisioni, e tutte che coinvolgono gli argentini`.
(tutti gli articoli sono presi da Datasport.it)
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categoria:ipse dixit, calcio, risultati, pronostici, arbitri, mondiali2006, quarti
domenica, 02 luglio 2006
lunedì 12 giugno, 19:41 Brasile, Ronaldinho pronto: "Dimostrero' di essere il migliore"
Qualcuno lo ha visto piu' triste del solito durante il ritiro mondiale. Eppure Ronaldinho giura di essere pronto ad assumersi le proprie responsabilita': "Sono pronto per cominciare - ha detto- Il Brasile e' condannato a vincere e io sono consapevole di dovermi assumere delle responsabilita'. E' giusto regalare gioia ai nostri tifosi, se lo meritano. Non so se sono il miglior giocatore del Mondo, dovro' dimostrarlo sul campo".

lunedì 12 giugno, 19:56
Francia, Zidane: "Clima come quello del '98, sono fiducioso"
Domani scende in campo la Francia, altra big attesa all'esordio ai Mondiali. Sara' l'ultimo per Zinedine Zidane, che poi lascera' il calcio. "Ho letto molte critiche ingiuste - ha commentato Zizou -, nel '98 era anche peggio, speriamo finisca allo stesso modo. Nel 2002 invece tutti ci aspettavamo e fini' nel modo che sappiamo. Ci siamo preparati bene e siamo impazienti di cominciare. Io mi sento bene".

Indizio: Nostradamus era francese


(da Nexta.com)

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