FC ZURICH
Johnny LEONI11 Leoni in campo, gridano i supporters zurighesi, o zurighini, o sailcazzo. Se così fosse sarebbe sempre festa per gli avversari dato che in 6 partite ha subito 14 goalzs.
Più che un portiere sembra un muppet, precisamente quello col cagotto (come ben dimostrato in foto). I capelli vivono di vita propria, esattamente come il doppio mento: entrambi vorrebbero scappare verso altri lidi piuttosto che condurre la propria esistenza ancora un minuto in più nel corpo di Leoni.
Orlando LATTMANNFratello bello di Orlando Bloom, il giovane Lattmann è considerato come la più luminosa promessa svizzera. Come scuoiapecore, non come portiere.
Il colorito tendente al bianco-ricotta è dovuto all' assunzione costante e massiccia di latte di muflone. Quando poi, al raggiungimento della maggiore età, gli han spiegato che il muflone non può dare il latte, il bell' Orlando è sbiancato ancor di più.
Andrea GUATELLINomen omen per il buon vecchio Andrea. Guàre in triestino significa infatti trombarsi ogni essere vivente, ed è proprio questa la principale attività del nostro in terra elvetica.
Nella foto il pacioso Andrea sta pensando che, appena tre giorni prima, si era scavazzàto la moglie del fotografo a bordo della sua Alfa 75 color emmenthal.
Hannu TIHINENQuesto Viggo Mortensen dei pezzenti ha contribuito al secondo posto del Milan nel girone, segnando di tacco (!) l' unico (!) gol della sua carriera.
Potrai così raccontare, caro Hannu dei miei maroni, del tuo meraviglioso gol ai tuoi obesi nipotini un giorno davanti al caminetto acceso, gonfio e rincoglionito dall' alcool. Nipotini ai quali giustamente non fregerà una beneamata mazza dei tuoi racconti ed approfitteranno del tuo stato di semi-incoscienza alcolica per rubarti i soldi della misera pensione. Così impari. Proprio dalla Finlandia dovevi venire a spaccare la minchia?!?
Tito TARCHINISvizzero purosangue da generazioni e generazioni, il buon Tito è sempre sorridente nonostante sia soggetto a continue vessazione da parte della Hitlerjugend locale il cui boss è il compagno di squadra Büchel.
E' questo il motivo percui è sempre infortunato e non mette mai piede in campo: ormai si è trasferito in pianta stabile all' Ospedale Maggiore di Zurigo dove ha trovato pure l' amore non corrisposto. E' da quattro mesi infatti che sta tacchinando suor Grimilde, invano.
Silvan AEGERTERNato dall' incrocio tra il mago Silvan ed una cavalla da tiro, il nostro è il pilastro del centrocampo elvetico.
Ha preso da entrambi i genitori: dal padre il carattere e l' abilità di far sparire la palle agli agli avversari grazie ad un tocco di bacchetta magica; dalla madre la conformazione cranica, lo sguardo equino e la caratteristica di brucare a centrocampo durante l' intervallo, seminando poi lo spogliatoio di merde grosse come pietre.
Admir MEHMEDIQuesto ispido ragazzotto è l' autore del bestseller giovanile Io e il calcio: due universi lontanissimi che ha venduto miliardi di copie in tutto il territorio svizzero. Con i soldi del ricavato il lanoso Admir finanzierà un ardito esperimento del CERN di Ginevra: immerso nell' acceleratore di particelle si scontrerà con un fascio di protoni nella speranza che la collisione possa sistemargli una volta per tutte quelle orecchie orrende.
Martin BÜCHELRagazzo gioviale, alla mano, aperto. Soprattutto verso il povero Tarchini. Martin non gioca quasi mai, dovendo ancora scontare 13 anni di pena al manicomio criminale di Vaduz per aver massacrato di botte da piccolo il povero Mario Frick reputandolo di colore solo perché ha i capelli neri.
E' del Lichtenstein ed è gemello di Mario Büchel, sciatore di fama mondiale. Da piccoli i due gemellini giocavano in giardino dandosi delle tremende legnate con gli sci, di taglio, sulla capoccia. Questi sono i risultati.
Johan VONLANTHENMe lo ricordavo meglio quand' era al Brescia. Qui sembra uno di quei totem indiani di legno che fumano la pipa.
I capelli e la barba sono palesemente finti: sono estrusi di lana di vetro colorati ed appiccicati con del biadesivo.
Stranamente non è il cannoniere principe della compagine elvetica.
Stranamente.
Emra TAHIROVICCatapultato un po' per caso allo Zurigo come prestito del Lille nella stagione 2007/2008, il buon Emra in questi due anni ha imposto la moda del momento: il doppio orecchino. Ogni attaccante di stile, infatti, adotta la sua scelta. Il nome Emra è un compromesso fra la scelta della mamma, che voleva una bambina di nome Emma, e del papà, che era un fan sfegatato di Emre Belozoglu.
E' talmente forte che lo Zurigo lo ha girato in prestito all' Örebro, sua squadra di origine dato che è pure svedese di passaporto.
Eric HASSLIScappato dalla natìa Francia perché ricercato, l' esilarante Eric è il terrore della tifoseria svizzera. Di modi spicci e brutali, il nostro non esita a bastonare quegli hooligans che non incitano a dovere la squadra e non creano tafferugli; oltretutto, secondo Hassli è vietato metter piede allo stadio se si è incensurati. Nella foto vediamo Eric che cerca di convincere il fotografo a cedergli la sorella per un paio d' ore, se vuole avere salva la vita. Il suo idolo calcistico è Ronaldo: come lui infatti si imbottisce d' alcool da mattina a sera. La sua bevanda preferita è il vino Rosè del sud della Francia corretto gpl, che trangugia al ritmo di 15 litri al giorno con effetti devastanti sul vicinato.


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Andriy Shevchenko
Solomon Kalou
Unico portiere al mondo col rimmel, il colombiano Zapata perpetua la grande tradizione dei portieri sudamericani. Quali? Per esempio il cocainomane Higuita. "Ho scelto Bucarest perchè vicina a Timisoara, nota città in cui le aziende delocalizzano, e quindi piena di occidentali danarosi", ha dichiarato, "così posso finire di esercitare presto e bene". Il suo nome di battesimo deriva dal suo essere figlio illegittimo di Bill Cosby e la rana Kermit, rana peraltro da cui ha preso gli occhi.
Bè, lui non è la vera star della difesa bucuresticazzi. Sono altri i personaggi che danno lustro alla retroguardia romena. Sua moglie Irin(a) si distingue per una strana abitudine sessuale. Lui, per il resto, è l'unico normale di questa gloriosa difesa.
E' merito di questo intelligentone qui se la Steaua prende gol a manetta. E' il primo ad arrivare all'allenamento e l'ultimo a iniziare a fare riscaldamento. Nel mentre ne approfitta per assopirsi sul cesso, dove Nesu (vedi foto sotto) gliene combina di ogni. Ha sempre dolori reumatici, per i quali chiede in continuazione morfina ai medici sociali. Non si direbbe.
Dell'83. Faccino pulito, sguardo timido. Un fisico tagliato per il calcio, un sopracciglio tagliato per chissà cos'altro. Storie di donne? Di mancate nomine al Ministero Della Pubblica Istruzione? Chissà. Un occhio aperto e uno semichiuso, la mascella serrata in una smorfia di pura cattiveria. Faceva parte della Securitate di Ceausescu. E a soli sei anni.
Sarà un esperimento genetico, cosa volete che vi dica. Riuscito bene, a dire il vero: le ciglia sono quelle di Bergomi alla ennesima potenza, l'espressione invero astuta, i capelli attaccati col vinavil alla fronte. Indovina chi viene a cena. Ah, è un 1985. Ventidue anni sprecati.
Ah, questo l'ho messo solo per il nome. Ma in Romania hanno tutti gli occhi chiarissimi?
"Oh Romeo, sei tu Romeo?". Bè, direi di sì. Un incrocio fra la Littizzetto, Giovanni Rana e Shrek. Meglio cambiare faccia, nè? A dispetto del cognome, per sentire meglio ha due lampioni al posto delle orecchie.

Qualcosa da obiettare sul suo ciuffo? Uno dei rari giocatori forti della Steaua.

Cédric Carrasso
Sébastien Hamel
Steve Mandanda
Taye Taiwo
Jacques Faty
Gaël Givet
Boudewijn Zenden
Modeste M'Bami
Samir Nasri
Mathieu Valbuena
Djibril Cissé
Mamadou Niang
Fabrice Fiorèse
Salim Arrache
Matt Moussilou
RüÅŸtü Reçber
Hakan Arıkan
Serdar KurtuluÅŸ
Mehmet Sedef
Gökhan Zan
Baki Mercimek
İbrahim Toraman
İbrahim Kaş
Rodrigo Tello
İbrahim Üzülmez
Ali TandoÄŸan
Koray Avcı
Federico Higuaín
Márcio Nobre