martedì, 22 aprile 2008
LIVERPOOL

Martin Skrtel

Labbra carnose, orecchie da Spock e faccino pulito. Viene dalla scuola calcistica di Bratislava. Sta imparando il mestiere da Hyypia: come taglia lui la legna, dovreste vederlo.







Sami Hyypia

Rugoso difensore finlandese con l'hobby del guidare a fari spenti nella notte. Ha l'aria di dire al fotografo "se vengo male ti ammazzo". Con lo spigolo del mento affila le lamine degli sci.







Steven Gerrard

Ahò come sò bello, ahò come sò figo. Dice questo al fotografo Gerrard al momento della foto, al posto del solito "cheese". Peccato per quella puntina di herpes che intacca la foto da copertina.







Sebastian Leto

Lo chiamavano "belli capelli". Quest'acconciatura, un po' spettinata per dare un tocco di naturalezza, sicuramente lo caratterizza in tutto e per tutto. Poi, non si capisce se quel punto nero sotto il mento sia un neo o un punto nero gigante, ormai dotato di vita propria. Sembra uno di quei messicani col sombrero che suonano la chitarra sulla spiaggia.






Fernando Torres

I giocatori del Liverpool hanno tutti qualche problema con i capelli, da quello che sembra. A questo qui o hanno sbagliato colore e riporto o, vista l'età, l'hanno scambiato per uno dei partecipanti alla prossima edizione di Amici. Che Tamarro.


 


 



 



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martedì, 22 aprile 2008
Chelsea:

Carlo Cudicini

Figlio del "Ragno Nero", portiere negli anni '60, Carletto ha pensato bene di rubare qualche stipendio qua e là puntando nel frattempo qualche bella figa. Infortunatosi mentre provava la passerella finale del Grande Fratello 8 con la Marcuzzi, purtroppo non potrà essere della partita, ma l'aria da macho tenebroso che mostra in questa foto già lo proietta verso una sicura carriera nel mondo dello spettacolo.




Ricardo Carvalho

Per i compagni di squadra lui  è l'uomo chiamato Carvalho, tanto è vero che gli ficcano dei ganci nel petto, come quelli del famoso film (cit.).

 







Paulo Ferreira

Prelevato direttamente dal set di una soap portoghese degli anni '40, si è stabilito a Londra già durante i bombardamenti. Ferreira incarna la proverbiale tristezza portoghese, e il fatto che sia amante del baccalà, uno dei piatti portoghesi più famosi, non depone a suo favore a livello di odori dello spogliatoio.




Wayne Bridge

Qua si vede che siamo alle semifinali di Champions, perchè il livello di zozzeria sale già dai primi nomi. Bridge è un patronimico che indica il ponte genetico, appunto, fra un serial killer e uno scuoiacaproni, professione che suo padre esercitava con onore nelle Highlands. Il  suo colorito rosaceo deriva dalla continua assunzione di Scotch, durante le partite serbato in comode bottiglie di Gatorade.



John Terry

Allegro come non mai, è arrivato davanti all'obiettivo del fotografo dopo una bevuta al pub con i compagni Alex e Cole. Anche i capelli hanno un suo perchè: al barbiere  si era inceppata la macchinetta e ha usato un tosaerba. A questo è dovuta la differenza tra le varie ciocche.







Alex

Eccolo qua il compagnetto  di Terry. Solo che questo qui ha passato la fase dell'euforia e ha raggiunto la pace dei sensi, come si può notare dall'espressione beata sul suo volto. Sotto di lui c'è la sua prossima vittima.










Tal Ben Haim

Vessato da Alex e Terry che lo usano come asse da stiro in luogo della sua conformazione cranica questo ragazzo dalla testa a 8 soffre di un problema gravissimo: come si può notare dal suo nome di battesimo, è il testimonial della celebre ditta Tal, che come regalo gli recapita dei graziosi tubi d'acciaio che i compagni gli mettono da tutte le parti, fino ad accentuare le sue lievi imperfezioni fisiche.




Michael Ballack

Uno dei motivi per i quali le donne tedesche vengono in Romagna e trombano come ossesse. Qui nella sua occupazione principale di quando sta in campo, reprimere uno stronzo.






Joe Cole

Questo dalla bevuta con Terry e Alex non si è più ripreso. Abituato a vivere al buio, di fronte alla luce del sole non riesce neanche ad aprire gli occhi. L'espressione conferma ancora di più che siamo di fronte al Dracula di Londra.











John Obi Mikel

John dal barbiere di Terry non ci è mai arrivato. Oltretutto è sul punto di piangere, essendo stato strappato dalle braccia della sua famiglia in tenera età per essere portato in Inghilterra. Anche qui, come per Ben Haim, vale il discorso che Obi è un tributo all'Oklahoma Blood Institute, che gli preleva il sangue ogni due per tre.








Andriy Shevchenko

Notare come è invecchiato Shevchenko da quando si è trasferito in Inghilterra. In Italia tutte queste rughe non ce le aveva. Sorgono dei dubbi se abbia usufruito anche lui del chirurgo plastico del Presidente del Consiglio, nonchè suo ex presidente. Ha detto che andava in Inghilterra per far imparare l'inglese ai suoi figli, e lui dopo due anni fa ancora le conferenze stampa con gli interpreti. Smile, Andriy.








Solomon Kalou

"Il Re Salomone è stato uno tra i primi e più importanti re d'Israele. Il suo regno viene considerato dagli ebrei come un'età ideale, simile a quella del periodo augusteo a Roma. La sua saggezza, descritta nella Bibbia, è considerata insuperabile". E dal suo volto  sprizza saggezza come se piovesse.



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mercoledì, 02 gennaio 2008
Per augurarvi un felice 2008 all' insegna di mirabolanti imprese calcistiche, vi lasciamo qualche omaggio da gustare, con i migliori auguri della ditta.













Buon 2008 a tutti.


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mercoledì, 12 dicembre 2007
I Giapponesi sfideranno il Milan nella semifinale della Toyota World Cup, avendo battuto gli iraniani del Sepahan con il punteggio di 3 - 1.
Vediamo nel dettaglio questo gregge di geni del pallone giapponesi.



URAWA RED DIAMONDS



Portierilli:



Ryota TSUZUKI

L' unico giapponese col pizzetto tatuato. I baffetti sono chiaramente fatti con l' inchiostro.
Qui si è appena svegliato dalla siesta pomeridiana, come dimostrano i capelli pettinatissimi e lo sguardo attento.



















Nobuhiro KATO

Figlio dell' unione tra il famosissimo Kato maggiordomo dell' ispettore Clouseau (quello della pantera rosa) e l' ispettore stesso.
Dal padre (Kato) ha preso il nome e l' abilità di stendere gli attaccanti avversari a colpi di karate e a sorprenderli con delle astutissime imboscate; dalla madre (Clouseau) ha preso l' intuito e l' intelligenza.
Vanta una pettinatura importante, figlia dello stesso progettista di quella di Moira Orfei.














Koki OTANI

Il suo nome OTANI deriva dalla capacità incendiaria delle proprie scoreggie.
La foto qui a fianco lo ritrae nel momento di massimo sforzo.





















Difensorilli:



Keisuke TSUBOI

Monaco Shaolin da decenni, questo simpatico bonzo in realtà non centra nulla con la compagine giapponese. E' stato aggregeto alla squadra perché prepara un ottimo sashimi, oltre che la suà specialità, il kanjishin, ossia una zuppa di topo morto dalla notevolissime proprietà afrodisiache.


















TULIO (Marcus Tulio TANAKA)

Madre brasiliana e padre giapponese, oppure padre brasiliano e madre giapponese?
Non lo sapremo mai. Quel che è certo è che il povero Tulio, da piccino, ha vissuto in una favela di Sao Paulo tra la delinquenza della peggior specie. Ha più volte rischiato la pelle (come si può notare dal simpatico graffietto che porta al sopracciglio sinistro): questa vita di stenti lo ha portato poi a compiere gesti clamorosi, tipo cominciare a giocare a calcio e, non contento, a militare in formazioni tipo il Sanfrecce Hiroshima o il rinomatissimo Mito Hollyhock.














Shunsuke TSUTSUMI

Sguardo che sprizza intelligenza da ogni dòve, pallore inguardabile, capelli di lana di vetro. Questo in sintesi il buon TSUTSUMI, chiamato TSUNAMI dai compagni di squadra per la cattiva abitudine di intasare i cessi dello spogliatoio almeno due volte a settimana.




















Centrocampistilli:



Robson PONTE

Fratello illegittimo di Gabri PONTE, questo spiritosissimo brasiliano tutto "alegrìa alegrìa, ma anche saudade, saudade do Brasil", arriva per direttissima dal Bayer Leverkusen.
Le giapponesi impazziscono per lui, soprattutto quando con la minchia in mano fa il numero dell' elicottero.
Bella la pettinatura, assolutamente in linea con lo standard del resto della squadra.
















Keita SUZUKI

Oddio, sarebbe pure un ragazzo carino, se non fosse per la disposizione un po' a casaccio degli organi facciali.
























Tadaaki HIRAKAWA

"Questo" è un pò il gattuso della compagine nipponica. Instancabile motorino di centrocampo (tant' è che i compagni a fine allenamento per farlo andare sotto la doccia lo devono prima narcotizzare con delle siringhe di anestetico sparate dagli spalti con delle cerbottane), del ringhio nazionale ha preso tutto, persino il look.
In vista della sfida di domani sta studiando tre parole in croce da dire a Gattuso al momento dei saluti iniziali, queste: "Life is now".















Takahito SOMA

Provate a dirmi voi di che specie sia questa bestia che io non l' ho ancora capito.
























Yuya NAKAMURA

Cugino calabrese di secondo grado del ben più famoso Sunsuke, N'Duja NAKAMURA in realtà di professione fa l' artigiano. Ha infatti una ditta di spurghi e riesce a campare svuotando le vasche biologiche dello stadio ingorgate dalla capacità intasante di TSUTSUMI.



















Yoshiya NISHIZAWA

Il suo idolo è KATO, di cui è pure segretamente innamorato/a.
Come primo passo si è messo insieme al suo parrucchiere (il parrucchiere di KATO, intendo) nella speranza di carpire i segreti della splendida pettinatura di quest'ultimo.



















Attaccantilli:



Tatsuya TANAKA

Sembra lo scemo del villaggio, invece no. E' l' attaccante principe degli Urawa Red Diamonds, nonchè portavoce ufficiale del club ed intellettuale del gruppo (come si può notare dall' espressione particolarmente brillante).





















Sergio ESCUDERO

Non è un caldarrostaro, ma un giocatore di pallone. Argentino/giapponese per giunta. Inoltre è figlio e nipote di calciatori professionisti: suo padre Sergio ESCUDERO infatti ha giocato negli anni '90 in Giappone nelle file dell' Urawa Red Diamonds, mentre suo zio Sergio ESCUDERO ha giocato in Giappone dal 1992 al 1998 nelle file dell' Urawa Red Diamonds.
La fantasia regna sovrana in quella famiglia.
















Junki KOIKE

Uno? Una? Non si sa.
Quello che è certo è che coso qui a fianco non ha messo ancora piede in campo in una gara ufficiale.
"E mai lo farà fino al 2029", ha dichiarato recentemente il suo allenatore Holger OSIECK.


















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categoria:calcio, semifinali, mondiali2006, toyota world cup
venerdì, 07 dicembre 2007
Le più grandi squadre del mondo si affrontano in questi giorni a Tokyo e Yokohama. E allora vediamole!

Mondiale per Club: Sepahan-Waitakere United 3-1

Eurosport | ven, dic 7, 13:55

Il Sepahan si aggiudica il match inaugurale del Mondiale per club vincendo 3-1 con il Waitakere United

Al Tokyo National Stadium gli iraniani passano sul doppio vantaggio dopo appena 4' di gioco grazie alla doppietta di Emad Mohammed (3', 4'). Al 60' arriva il terzo gol: la firma è di Abu Al Hail. Per i neozelandesi a segno Bazeley al 74'. Il Sepahan affronterà ora ai quarti di finale i giapponesi dell'Urawa Red Diamonds.

E vediamo più da vicino, nonostante la puzza di questi elementi, il Waitakere Utd, squadra neozelandese dalle buone abitudini alimentari, ma che nonostante questo è stata eliminata dopo una mattinata. E avevano pagato l'albergo fino al 13, cazzo.

 

JASON HAYNE

Dotato di un pregevole nido di rondine in testa, è riuscito a sfuggire agli inseguimenti dei cuochi cinesi di Auckland soltanto rifiugiandosi nello spogliatoio del Waitakere. Ha fatto e finito le superiori, come dice la sua scheda, e il punto più alto della sua carriera è stato  “quando ha giocato per l'11 delle scuole superiori del mondo contro gli scolari dell'Inghilterra”. 











JASON ROWLEY

Uno degli altri suoi interessi è fare “i bagni di sole”, come detto nella sua scheda. Che cazzo di interesse sarà, dato che è bianco come un cencio.















DENVER MACDONALD

Ma eccolo, il vero fuoriclasse. Attaccante dalle movenze bovine, compensate però da una minchia asinina,  le sue più grandi influenze nella vita le ha avute “dai suoi genitori, dagli amici, e dai parenti”. Mancava che mettesse il gatto.












COMMINS MENAPI

Il degno compagno d'attacco dell'ominide qui sopra è tale Menapi: un metro e 80 per 85 kg (boia!), questo personaggio gioca dal 1997, ha trent'anni e ha vinto tre volte i campionati neozelandesi di doppiomento. Gioca anche a pallavolo, dice, ma non si capisce in che modo salti. Secondo lui il giocatore più bravo in attività è Lionel MeSi, scritto così, e il migliore di tutti i tempi “Pele". E' chiamato anche il Simone Inzaghi nero, perchè una volta in vacanza studio si è trombato una che si chiamava Alessia.



 


NEIL SYKES

Difensore vecchio stampo, di quelli che ti lasciano i tacchetti addosso dopo la partita. Caratteristica ereditaria, la sua, dato che il padre gli stampò i tacchetti in faccia appena nato. Da qui la forma a cozza delle sue orecchie.

 


 


 


 


MICHAEL MUNDAY

Munday bloody Munday, parafrasando una celebre canzone (o un moto di protesta, scegliete voi). La foto è stata scattata subito dopo aver constatato di persona le dimensioni del membro di MacDonald. Il suo cantante preferito è Grishdiano Malgioglio.

 


 


 


 



GRAHAM PEARCE

Mente pensante di questa accozzaglia di panzoni, e ciò la dice lunga sul loro tasso teNNico. La sua magrezza non ottunde le sue capacità cerebrali come invece succede agli altri. Ha giocato nei Western Suburbs, che è come dire nel Via Anelli.

 


 


 

 

DARREN BAZELEY


Ecco il cannoniere di oggi, quello che quando serve la mette sempre. Peccato che oggi non servisse a un cazzo, ma vabè. Bazeley era nel primo bastimento che toccò l'Australia duecento anni fa, ed era già capitano di vascello. Da allora è invecchiato solo nel fisico, ma lo spirito è quello di un ragazzino.  Peccato per l'odore, che è peggiorato parecchio, e ora ricorda quello di una dentiera di squalo tigre.











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categoria:sport, calcio, mondiale per club, toyota world cup
lunedì, 26 novembre 2007
Per una volta almeno, cerchiamo di essere seri.
Qui dentro si prende per il culo il mondo del calcio, ma di fronte a certe situazioni non si può far altro che abbassare il capo e fare un passo indietro.
Io e Squeeze siamo vicini a Cesare Prandelli in questo drammatico momento della sua vita.




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categoria:calcio
giovedì, 22 novembre 2007

Steaua Bucarest

PORTIERE:

Robinson Zapata

Unico  portiere al mondo col rimmel, il colombiano Zapata perpetua la grande tradizione dei portieri sudamericani. Quali? Per esempio il cocainomane Higuita. "Ho scelto Bucarest perchè vicina a Timisoara, nota città in cui le aziende delocalizzano, e quindi piena di occidentali danarosi", ha dichiarato, "così posso finire di esercitare presto e bene". Il suo nome di battesimo deriva dal suo essere figlio illegittimo di Bill Cosby e la rana Kermit, rana peraltro da cui ha preso gli occhi.





DIFENSORI


Dorin Goian, il Chiellini romeno

Bè, lui non è la vera star della difesa bucuresticazzi. Sono altri i personaggi che danno lustro alla retroguardia romena. Sua moglie Irin(a) si distingue per una strana abitudine sessuale. Lui, per il resto, è l'unico normale di questa gloriosa difesa.


 


 


 



 

Pawel Golanski

E' merito di questo intelligentone qui se la Steaua prende gol a manetta. E' il primo ad arrivare all'allenamento e l'ultimo a iniziare a fare riscaldamento. Nel mentre ne approfitta per assopirsi sul cesso, dove Nesu (vedi foto sotto) gliene combina di ogni. Ha sempre dolori reumatici, per i quali chiede in continuazione morfina ai medici sociali. Non si direbbe.





Ionut Rada

Il diavolo e l'acqua santa: chi non si sentirebbe rassicurato nell'avere due difensori come quelli qui sopra, che si completano a vicenda? L'uno pacioso e quieto, l'altro imberbe ma già con l'istinto del serial killer. Usa delle lenti a contatto bianche, un po' come il Principe Maurice, lenti a contatto bianche che fanno gli occhi come quelli dei drogati della ex pubblicità progresso contro la droga. Ciononostante qualcosa piglia, poi spetterà al coroner stabilire cosa.

 

 

 

 



Mihai Nesu

Dell'83. Faccino pulito, sguardo timido. Un fisico tagliato per il calcio, un sopracciglio tagliato per chissà cos'altro. Storie di donne? Di mancate nomine al Ministero Della Pubblica Istruzione? Chissà. Un occhio aperto e uno semichiuso, la mascella serrata in una smorfia di pura cattiveria. Faceva parte della Securitate di Ceausescu. E a soli sei anni.

 

 

 

 

 

Valentin Badoi

"Di che colore è il cavallo bianco di Napoleone?" Il terrore si dipinge sul suo volto in una sola domanda. In campo non credo vada molto per il sottile, bianchi o neri gli fa assaggiare i tacchetti.

 

 

 

 

 

 

 

CENTROCAMPISTI


Banel Nicolita

Sarà un esperimento genetico, cosa volete che vi dica. Riuscito bene, a dire il vero: le ciglia sono quelle di Bergomi alla ennesima potenza, l'espressione invero astuta, i capelli attaccati col vinavil alla fronte. Indovina chi viene a cena. Ah, è un 1985. Ventidue anni sprecati.

 


 


 


Florin “Gimme some” Lovin

Ah, questo l'ho messo solo per il nome. Ma in Romania hanno tutti gli occhi chiarissimi?

 

 

 

 

 




Veniamo ora agli ATTACCANTI, dato che il centrocampo non ha offerto particolari talenti:

Romeo Surdu

"Oh Romeo, sei tu Romeo?". Bè, direi di sì. Un incrocio  fra la Littizzetto, Giovanni Rana e Shrek. Meglio cambiare faccia, nè? A dispetto del cognome, per sentire meglio ha due lampioni al posto delle orecchie.


strega dell'ovest dice giustamente che assomiglia a Giacomo di Aldo Giovanni e Giacomo. Ma anche a Franco Oppini.










Victoras Iacob

Il fratello gemello di Golanski per prontezza di riflessi, è un po' l'Inzaghi romeno. L'orecchio sinistro riceve un canale satellitare bulgaro. Parteciperà ai  campionati di Brain Training per Nintendo DS. Perchè lui vale.

 

 

 

 

 

 

 

Nicolae Dica

Qualcosa da obiettare sul suo ciuffo? Uno dei rari giocatori forti della Steaua.

 

 

 

 

 

 

 

Fuori concorso il Malgioglio spagnolo, il bel Javi Navarro. Ora ditemi voi se uno può andare in campo così:

 


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categoria:calcio, champions league, steaua bucarest
martedì, 20 novembre 2007
Dopo gli orrendi turchi che hanno preso 8 pappine dai pecorai inglesi del Liverpool, ora è il turno di recensire l' Olympique Marsiglia.






Olympique de Marseille





Portierilli:



Cédric Carrasso

I portieri del Marsiglia sono uno meglio dell' altro. E vanno tutti dallo stesso parrucchiere.
Questo è il più normale dei tre, per dire, anche se dovrà star fermo fino a gennaio causa squalifica: l' Uefa lo ha squalificato 6 mesi per l' assurdo taglio di capelli.

Nella foto la reazione di Cédric alla notizia della squalifica.

Carrasso è soprannominato tuttocàsso da sua moglie, oltre che dalle mogli di qualche suo compagno di squadra.







Sébastien Hamel

Capelli spiritosissimi anche per il tranquillo Sébastien Hamel, qui nella variante "méches buttate su a caso".

Nella foto la reazione di Sébastien alla notizia della squalifica di Carrasso e alle conseguenti urla di giubilo di sua moglie.












Steve Mandanda

Eccolo, il migliore del trio. Vero nome Stephen Mandandandandanda, nato a Jejejereje, periferia di Marsiglia, di professione spacciatore, calciatore per diletto.
Il campo non lo vede per sbaglio neanche in allenamento e nella borsa d'allenamento non ha la divisa bensì chili di metamfetamine che distribuisce ai compagni come se fossero M&M's in cambio dei loro stipendi.
Si calcola che tra tre anni riuscirà a comprarsi metà Marsiglia coi soldi dello spaccio: nel frattempo si è già comprato alcune reti televisiva, quasi tutti i giornali e si è candidato a sindaco della città.






Difensorilli:



Taye Taiwo

Padre Giapponese e madre Nigeriana per questo difensorillo di origini nigeriane, detentore del titolo "labbra più grosse dell' universo", strappato lo scorso anno a Seedorf.














Jacques Faty

I tifosi della Roma si ricorderanno le mirabolanti imprese del fratello Ricardo; il simpatico Jacques invece è famoso a Marsiglia non tanto per le prodezze in campo, quanto per gli incredibili festini che organizza a base di qualsiasi sostanza alcolica presente sulla terra, oltre ad una buona dose di cagne e sostanze psicotrope.
Il risultato di questi festini lo si può leggere nella faccia del roccioso Jacques, o meglio, tra le pieghe del suo doppio mento.
Nella foto Faty sta trattenendo il rigurgito da Gin Lemon appena bevuto per colazione.







Gaël Givet

Autentico strappamutande della mediana transalpina, il fenomenale Gaël fa assolutamente strage di tifose dell' Olympique (una sorta di orsi bruni sempre con la birra in mano, profetesse del rutto libero).
Lui, essendo pastore di nascita, acconsente ad accoppiarsi con questi mostri però solo se prima si fanno tosare e mungere.










Centrocampistilli:



Boudewijn Zenden

Siccome il vecchio Bolo c'è sempre, lo metto anche stavolta.
Andatevi a rileggere i profili già fatti, pigroni.















Modeste M'Bami

Dopo di lui, il nulla. E' il perfetto prototipo di giocatore da faccedamondiale: capelli assurdi (probabilmente la peggior pettinatura di sempre, al pari delle lumache secche di Loco dell' Angola), faccia che ispira la stessa fiducia di un serial killer, denti buttati lì a caso, cicatrici sparse ovunque, spalle cadenti come un appendiabiti; oltretutto si chiama pure Modeste, cosa chiedere di più?

Dite la verità: lo vorreste come marito ideale per vostra figlia, no?







Samir Nasri

Giovinotto classe '87, questo sarà una stella del calcio mondiale, già seguito da quasi tutte le squadre che contano: Inter, Milan, Barcellona, Real Madrid, Chelsea, Manchester United, etc...
A vederlo non si direbbe, è vero; anzi, non lo si direbbe neanche magazziniere. Eppure tiene un segreto: la sua bravura è figlia dei festini di Faty, come dimostra la sua espressione sempre sull' orlo del vomito.
Percui, cari squadroni mondiali, se volete Nasri forte dovete prendervi sul groppone anche Faty e i suoi festini, altrimenti 'Ceneruttolo' Nasri si ri-trasformerà in quello che è, ossia una scarpànza di giocatore.





Mathieu Valbuena

Ricorda un personaggino dei fumetti, anche se non mi sovviene quale.

Va dallo stesso parrucchiere dei portieri e ha il naso sfasciato dalle pallonate, visto che i compagni lo usano come barriera per provare le punizioni, per via della sua pettinatura a grondaia e della fronte spaziosissima, due cose che messe insieme fanno raggiungere al gioviale Mathieu la considerevole altezza di 2 metri e 40.








Attaccantilli:



Djibril Cissé

Il saggio Djibril sta finalmente mettendo la testa a posto: così ossigenato sembra un monaco zen perennemente strafatto di acido. Il suo idolo è: Abel Xavier

del quale ha emulato le gesta andandosene al Liverpool per un periodo. Ha fatto meglio del maestro, in quanto si è ossigenato pure sopracciglia, ascelle e peli del culo.
Originalissimo il tatuaggio sul collo con su scritto "cassèz toi ou je t' ammàzz".
Il povero Djibril Cissè detiene un record particolare: si è rotto tibia e perone della gamba sinistra nel 2004 e tibia e perone della gamba destra nel 2006 (saltando così la rassegna Mondiale in Germania e privandoci della scheda di tale fenomeno). Quando si romperà anche tibia e perone della minchia avrà fatto tombola.



Mamadou Niang

Occhio, che questo qui se la gioca con Modeste M'Bami per il trofeo giocatore prototipo da faccedamondiale.
Nulla è simmetrico nella sua faccia, neanche gli orecchini: bocca assolutamente e inutilmente larga, naso distrutto dalle scarpate, mento storto, occhi che si mandano affanculo l' un l' altro. E le immancabili spalle ad appendiabiti, caratteristica fondamentale di un personaggino di qualità.










Fabrice Fiorèse

Questo qui è il secondo giocatore più bello dell' Olympique, a debita distanza da Gaël Givet, da cui prende in eredità le tifose non abbastanza appetibili sessualmente.
Di professione cuocitore di castagne (caldarrosteur in francese), il buon Fabrice viene notato dai talent scout marsigliesi grazie alla sua capacità di palleggiare con il doppio mento, cosa che lo farà finire al Cirque Du Soleil prima di approdare alla compagine dell' Olympique. Anche lui, come Nasri, è un assiduo frequentatore dei festini di Faty nei quali si esibisce nel famoso numero della scorreggia incendiata, retaggio dei gloriosi anni di militanza nel circo.





Salim Arrache

Sembra Filippo Inzaghi in avanzato stato di decomposizione.
Soprannominato Arraphao dai compagni di squadra per via del suo aspetto piacente, questo roditore gigante vaga senza costrutto per il terreno di gioco.
Ha l' hobby particolare di scavare delle buche a ridosso dell' area di rigore e di rosicchiare i fili elettrici negli spogliatoi durante l' intervallo. L' unto nei capelli è caratteristica peculiare della sua specie (i panteganoidi) mentre il taglio sul sopracciglio destro è dovuto al coltello da cucina che gli ha scagliato addosso il suo allenatore una sera dopo averlo sorpreso a rubargli l' emmenthal dal frigo.






Matt Moussilou

Il più famoso spacciatore della zona Sud di Marsiglia (quella del porto, per capirci), si fa chiamare in vari modi Mr. M, Mousse M, Mega M e vende dello skunk assolutamente eccezionale. Assieme a Steve Mandanda, il fenomenale Matt è sponsor ufficiale dei festini di Faty dei quale fornisce erba e cagne. I compagni di squadra lo chiamano Moussilinì per farsi due risate: lui ci ha messo un po' a capire cosa volesse dire (come dimostra lo sguardo leggermente assopito del soggetto) però, una volta fatto ciò, la sua vendetta non si è fatta attendere a lungo. Vi dico solo che prima e dopo gli allenamenti e le partite il caro Matt deve passare dalla Gendarmerìe a firmare il foglio di presenza.


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categoria:calcio, champions league, girone a
martedì, 20 novembre 2007


Vi scasseremo le palle anche con le squadre europee.
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categoria:calcio, europei 2008
lunedì, 29 ottobre 2007
E via, si riparte.




  
      BESIKTAS JK




Portierilli:


Rüştü Reçber

Protagonista di soap operas a tempo perso, l' affascinante Rüştü ha conquistato il cuore delle turche (non i cessi, le donne) con il suo sguardo penetrante, con i suoi capelli penetranti, con le sue orecchie penetranti, con le sue sopracciglia penetranti.
Calciatore esperto, ha la particolarità di spalmarsi dello sterco di cavallo sotto gli occhi (come i guerrieri indiani) per contrastare le luci dello stadio, cosa questa che ha indotto la FIFA a nominarlo Miglior Portiere del Mondo per l' anno 2003.








Hakan Arıkan

Questo omaccione ripieno d' alcool è il pupillo di Rüştü, il quale lo coltiva a kebab e scarpinate in muso.
La sua prima partita da titolare nella lega turca nelle fila dell' Ankaraspor lo ha visto protagonista contro il Galatasary poiché parò ben due rigori. Da allora la sua vita è stata una lenta ma costante spirale di autodistruzione. Si prevede che raggiungerà lo stesso livello di Rüştü nell' Ottobre del 2011.











Difensorilli:


Serdar Kurtuluş

Nel definire bamboccioni i giovani d' oggi, Tommaso Padoa Schioppa si riferiva assolutamente a questo qua.
Peccato per la coltura di licheni sul viso e per il mento solo un po' lievemente pronunciato, altrimenti non sarebbe male.
Per essere un batrace diciamo che è nella media.











Mehmet Sedef

Ma che belli che sono i giovani virgulti turchi. Anche questo giovane di belle speranza cresce secondo i dettami della scuola Rüştü: attore a tempo perso, capello sciolto e unto, sguardo un po' così che tanto fa ammattire le turche (non i cessi, le donne).
In questa foto sta abortendo un rutto in segno di gradimento per il kebab abbondante cipolla appena mangiato per colazione.










Gökhan Zan

Assomiglia a qualcuno di già visto, ma non so a chi. Anzi, ad essere più precisi assomiglia ad una serie di qualcuno già visto:
mento di Arnold Schwarzenegger, naso di Mike Tyson, bocca di Clarence Seedorf, orecchie assenti, occhio di bue, capelli di plastica di Big Jim.
Lo sguardo d'insieme evoca uno di quei quadri surrealisti di Magritte:

"Ceci n'est pas un jouer de balòn, il est un pirlùn total".
L' Arsenal gli avrebbe già messo gli occhi addosso, valutandolo 9.3 milioni di Sterline. Il suo allenatore gli avrebbe già messo le mani addosso per molto meno.





Baki Mercimek

Quando non fa il batterista di Elio e le Storie Tese con lo pseudonimo di Christian Meyer

l' ometto pelato qui a fianco marcisce in panchina nelle file della compagine turca.







İbrahim Toraman

Puro residuato bellico dei gloriosi anni del Metal, il buon Toraman prima di intraprendere la carriera calcistica era il valente batterista dei Rotten Felafel, gruppo death-thrash-black metal turco famosi nel loro condominio di via del Bosforo ad Ankara. La loro fama raggiunse, una volta, due quartieri più in là: lì infatti c'era la caserma della polizia, allertata dai condòmini preoccupati dal chiasso e dalle grida belluine del gruppo. Gruppo nel quale figurava pure Gökhan Zan in qualità di cantante e lead guitar. Ora i due sono i centrali difensivi titolari della nazionale turca, per dire com'è messa bene quella squadra.





İbrahim Kaş

Che cazzo avrà mai da ridere questo qua?
A parte il nome, Kas, che è tutto un programma, guardiamo le sue performances in partita:

Presenze: 1
Minuti giocati: 64
Falli commessi: 1
Cartellini gialli: 1

Praticamente un killer.








Centrocampistilli:



Rodrigo Tello

Di professione panettiere, questo bidoncino cileno è arrivato in turchia per direttissima dallo Sporting Lisbona, squadra nella quale non ha giocato praticamente mai.
Da un campionato del cazzo ad un altro campionato del cazzo: pensate quanto dovrebbe essere forte questo qui.
E' famoso per i suoi terrificanti tiri dalla lunga distanza: delle loffie spaventose che ammazzano un bue a 35 metri di distanza.










İbrahim Üzülmez

Compagno di stanza di Rodrigo Tello. Credo sia chiaro a tutti il perché della sua faccia schifata. Il guaio è che ormai ce l' ha perennemente così e, proprio per questo, la moglie lo ha lasciato.
Ora vaga senza meta per i parchi di Istambul con addosso solo un impermeabile grigio e ha dichiarato che giocherà nel Real Madrid al posto di Roberto Carlos se riuscirà a calciare il pallone con l' effetto.
Attenzione: il suo soprannome è Deli Ibrahim ossia Ibrahim il pazzo. Ora si capisce il perché.







Ali Tandoğan

La reincarnazione del glorioso Ruggiero Rizzitelli, il pacioso Ali è amato dai tifosi che lo chiamano Sandokan quando segna e Porkokan quando sbaglia.
Dotato di un destro letale, soprattutto in spogliatoio quando si leva i calzini, il nostro Alì è dipinto come un modello da non imitare poiché molto spesso fa il furbo con gli arbitri e si incazza come una bestia quando lo beccano.
Esattamente come il vecchio Ruggiero.








Koray Avcı

Questo simpaticissimo pelatone prima di approdare al Besiktas giocava nella squadra più ridicola dell' universo:
il Batman Petrolspor.

Faceva coppia fissa con Robin a centrocampo.











Attaccantilli:



Federico Higuaín

Fratello sfigato di Gonzalo Gerardo Higuaín (attaccante del Real Madrid), il buon Federico cerca fortuna in Turchia.
Data la caratteristica conformazione del mento, i compagni di squadra più anziani lo adoperano come calzascarpe per tenere in forma gli scarpini dopo gli allenamenti.











Márcio Nobre

Marcio di nome e di fatto, questo qui è l' anello di congiunzione tra l' uomo di Neanderthal e Roberto Calderoli.
Attaccante terrificante, ha assunto da poco la cittadinanza turca. Così l' immagine della Turchia nel mondo ne trarrà indubbi benefici.
E' l' idolo delle turche (non le donne, i cessi).
E' del 1980 ma sembra del 1922.










postato da: IgorTV alle ore 12:42 | Permalink | commenti (1)
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